Almaviva, Bellanova: Fermare i licenziamenti e nuovi contratti di solidarietà

25 Aprile, 2016, 16:04 | Autore: Savino Padus

ROMA È buio pesto nella vertenza di Almaviva Contact che si trascina da mesi.

I sindacati: "È fallita la mediazione del governo". È quanto sostengono le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, in una nota unitaria dopo che la riunione di ieri al Mise "non ha consentito di raggiungere un accordo".

Sembrava che l'accordo fosse ormai raggiunto e prossimo alla firma ma all'improvviso l'azienda ha deciso di discostarsi dalle richieste del governo che voleva prorogare i contratti di solidarietà alle medesime condizioni.

"Tale proposta condannerebbe i 4.600 lavoratori di Roma e Palermo, oltre a parte dei lavoratori di Napoli, ad un'intesa che dimezzerebbe il loro reddito - afferma Giorgio Serao, Fistel Cisl - Vista la quasi totalita' di personale impiegato come part time a 4 ore, si determinerebbe la situazione per cui il personale scivolerebbe sotto la soglia degli 8.000 euro annui, causando anche la perdita del 'bonus Renzi' di 80 euro, e condannando i lavoratori a dover restituire quanto gia' percepito nei primi mesi dell'anno. In questo modo, la proposta aziendale determinerebbe lo spostamento in fascia di povertà della maggioranza dei lavoratori dell'azienda".

In serata arriva anche la nota ufficiale della Cisl "La proposta di Almaviva sulla solidarietà non è in linea con la posizione espressa da governo e sindacati - dicono Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel Cisl - anzi contiene condizioni peggiori per i lavoratori rispetto all'accordo vigente".

"E' chiaro - aggiunge Pierpaolo Mischi, Uilcom Uil - che risulta impossibile chiedere ai lavoratori di accettare la collocazione in fascia di povertà con la prospettiva di essere licenziati entro la fine dell'anno".

Gli ammortizzatori sociali, a cui l'azienda vuole fare ricorso, rilevano i sindacalisti, "rappresentano un rischio per i lavoratori e per questa ragione abbiamo chiesto ad Almaviva un maggiore equilibrio nella ripartizione della solidarietà tra le sedi del gruppo, affinché non ne risentano le commesse". La data dei tremila licenziamenti si avvicina sempre più.

"Nel caso si evidenziasse l'impossibilità di raggiungere un'intesa sarà necessaria una nuova convocazione in sede ministeriale, perché risulterebbe inaccettabile la resa del Governo che renderebbe i licenziamenti una certezza".

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