Juno si avvicina a Giove: la Galileo nel cuore della sonda spaziale

05 Luglio, 2016, 06:46 | Autore: Serafina Zamana
  • Nasa Juno puntuale al rendez vous con Giove

L'inizio dell'entrata in orbita è previsto per domani mattina, 5 luglio, alle 5:18 ora italiana, la fine per le 5:53, e l'attesa è carica di tensione perché si tratta di una delle fasi più critiche della missione: senza un inserimento orbitale corretto, tutto il progetto andrebbe a monte.

In una conferenza stampa, Scott Bolton, capo principale della missione e ricercatore del Southwest Research Institute di San Antonio (in Texas), ha detto che i dati inviati da Juno sulla Terra aiuteranno gli scienziati non solo a più determinare con precisione la struttura del pianeta, ma anche a fornire più chiavi sulle origini del sistema solare.

48 minuti e 19 secondi: il ritardo nelle comunicazioni con cui i tecnici della missione dovranno fare i conti. Se qualcosa dovesse andare storto, non lo sapremmo prima di questo lasso di tempo. Le intense radiazioni del campo magnetico gioviano metteranno a dura prova la resistenza della sonda, che è comunque protetta da un guscio esterno in titanio. Questa scelta è stata dettata dalla volontà di non rischiare di contaminare con microbi terrestri gli ambienti potenzialmente favorevoli alla vita della luna gioviana Europa, sulla quale si sarebbe potuta schiantare restando abbandonata in orbita.

"Due - spiega Flamini - gli strumenti italiani a bordo: JIRAM, uno spettrometro a immagine infrarosso, per meglio dire una camera ad alta risoluzione dell'infrarosso, uno strumento molto innovativo; e la radioscienza, che è l'unica misura in grado di darci la natura dell'interno profondo e del cuore di Giove".

Il modellino della sonda Juno della NASA. Analizzerà il campo magnetico di Giove. Questo 'assaggio' dell'atmosfera turbolenta di Giove, è stato possibile grazie a unatecnica chiamata 'lucky imaginig', ovvero immagini fortunate. Siccome il rischio di corto circuito aumenta all'equatore, la sonda seguirà un'orbita ellittica, passando vicina ai poli ma poi allontanandosi a circa 2 milioni di miglia sui lati.

Per sentire meno la nostalgia della Terra la piccola Juno è stata equipaggiata con una placca dedicata a Galileo Galilei, fornita dall'Agenzia Spaziale Italiana: è una copia in alluminio del manoscritto in cui lo scienziato ha descritto per la prima volta le quattro lune - va da sé, galileiane - di Giove. Ottenute con lo spettrografo a infrarossi Visir, installato sul Vlt dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), le immagini fanno parte di una campagna mirata allo studio dell'atmosfera di Giove. La prossima sarà probabilmente diretta al suo satellite Europa.

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