Milano, condanna per Diana Bracco la difesa annuncia ricorso

19 Ottobre, 2016, 21:57 | Autore: Savino Padus
  • Diana Bracco

Comminate, invece, le pene accessorie, come l'interdizione dai pubblici uffici per un anno e 6 mesi.

L'ex vice presidente di Confindustria, Diana Bracco, e' stata condannata a due anni di carcere dal Tribunale di Milano nel processo in cui e' accusata di evasione fiscale e appropriazione indebita, reati che avrebbe commesso come presidente del cda di Bracco spa. Meno clemente il giudice della seconda sezione penale Giorgia Carbone che ha condannato la Bracco a 2 anni riconoscendole però le attenuanti, la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna.

Diana Bracco aveva sanato il proprio contenzioso tributario versando al fisco 1,042 milioni di euro, cifra che secondo l'accusa corrisponderebbe "all'importo totale dell'imposta complessivamente evasa per effetto dell'utilizzo delle fatture false".

Il giudice ha condannato anche Marco Isidoro Pollastri e Simona Adele Calcinaghi, architetti di fiducia della Bracco, a un anno e sei mesi. Secondo le società quelle fatture si riferiscono a lavori svolti presso sedi del gruppo, per la procura, invece, i lavori sarebbero stati eseguiti in case private per la ristrutturazione e per la manutenzione di barche, da qui le accuse di dichiarazione fraudolenta dei redditi e appropriazione indebita. Anche a loro sono state riconosciute le attenuanti generiche, la sospensione condizionale e la non menzione (le motivazioni del verdetto tra 90 giorni). Con la sentenza, il Tribunale ha dichiarato anche la prescrizione per i fatti "dell'annualita' 2008" e per le fatture emesse dall'aprile 2008. "Non condivido la decisione del tribunale", ha aggiunto, ribadendo "la totale estraneita' della mia assistita alle accuse mosse". Gli avvocati hanno già rinunciato ricorso in appello. "Sono molto stupito in negativo - ha sottolineato Simbari - e credo fermamente nelle argomentazioni espresse in udienza da parte nostra sulla insussistenza dei reati contestati". Dal punto di vista fiscale, aveva chiarito poi il legale, "tutte le imposte sono state pagate e pertanto non ci sono situazioni aperte con l'Agenzia delle Entrate".

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