Renzi presenta la Legge di Bilancio 2017

19 Ottobre, 2016, 20:02 | Autore: Savino Padus
  • Chiude Equitalia. Le risorse a pensioni e sanit

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"Già nel decreto legge c'è un miliardo di euro per le piccole e medie imprese". A meno che la Commissione europea chieda entro qualche giorno una modifica, cosa che viene ritenuta assai improbabile vista la scelta di evitare atteggiamenti di chiusura che accendano tensioni politiche dalle quali tutti, sia a Bruxelles che a Roma, hanno più da perdere che da guadagnare (al netto dell'effetto che una battaglia contro i rigorismi europei potrebbe arrivare fino al 4 dicembre quando in Italia si votera' sulla nuova Costituzione).

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La prima buona notizia riguarda le risorse: la Manovra sale a 27 miliardi, prevedendo, tra le altre misure, 2 miliardi in più per il Fondo per la Sanità. Potranno accedere all'APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con di parenti 1° grado con disabilità grave oppure per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti "pesanti". L'anticipo pensionistico dovrà essere restituito a rate in 20 anni non appena si saranno raggiunti i requisiti maturati per il pensionamento. Inoltre l'importo della quattordicesima sarà aumentato fino a un massimo di 655 euro.

Il Jobs Act, gli sgravi contributivi a pioggia, i bonus, le stime perennemente al rialzo e perennemente smentite tanto dagli uffici di Bruxelles quanto da quel detrattore severissimo chiamato realtà altro non sono che la cifra morale, oltre che politica, di un modo di intendere l'arte del governare che da Craxi in poi, e con l'eccezione di quei pochi sprazzi di Ulivo di cui abbiamo beneficiato nell'ultimo trentennio, hanno caratterizzato i vari esecutivi che si sono succeduti. Grazie alla riforma, infatti, i precoci potranno andare in pensione una volta raggiunti i 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica. Nelle parole di Renzi, Equitalia "è arrivata ad essere vessatoria per i cittadini" e deve essere sostituita da un meccanismo senza più "interessi e more spropositate". Allo studio da tempo e prevista anche dalla "legge delega fiscale" (n. 23/2014), l'Iri darà la possibilità alle società di persone e alle imprese individuali (solo però se in contabilità ordinaria) di pagare sugli utili trattenuti presso l'impresa la stessa aliquota Ires che si applica alle società di capitali, invece dell'Irpef. L'Iri sostituirà l'onerosa aliquota dell'Irpef (che varia oggi dal 23% al 43%) introducendo una nuova aliquota del 24% per tutti. Eloquenti ancora le parole del premier Renzi: "diciamo agli imprenditori: noi vi diamo gli incentivi, ora tocca a voi mettere i soldi nel Paese". Il Fondo sale, come previsto, a 113 miliardi di euro, con un aumento di 2 miliardi rispetto ad oggi. In particolare, si attendono 500 milioni in più dai risparmi istituzionali e 600 milioni dedicati esclusivamente alla famiglia.

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