Diana Bracco condannata a due anni per evasione fiscale

20 Ottobre, 2016, 02:50 | Autore: Savino Padus
  • Ex presidente Expo condannata a due anni per frode fiscale

La Bracco era accusata di avere commesso una frode fiscale da oltre un milione di euro, facendo figurare fatture per spese personali, come la manutenzione di mezzi di lusso o di case, tra cui quella di Merate in località Sartirana, sui bilanci della società del gruppo Bracco che così, sempre secondo l'impianto accusatorio, andava ad abbattere l'imponibile. Sono inoltre stati condannati a 1 anno e sei mesi anche gli architetti Marco Isidoro Pollastri e Simona Adele Calcinaghi.

Il giudice monocratico Giorgia Carbone, che ha condannato Diana Bracco a due anni di carcere per evasione fiscale e appropriazione indebita, ha riconosciuto all'imprenditrice le attenuanti generiche con la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna. Comminate, invece, le pene accessorie, come l'interdizione dai pubblici uffici per un anno e 6 mesi. L'annualità del 2008, tuttavia, è stata dichiarata prescritta. Il presidente del cda della Bracco Real Estate Srl, Pietro Mascherpa, aveva invece patteggiato davanti al gup una multa da 45mila euro. "Secondo le accuse" riporta il Corriere della Sera "le fatture per lavori di ristrutturazione e riqualificazione venivano emesse con false causali, facendole risultare come pagamenti di forniture o prestazioni per aziende del gruppo". "Tutte le imposte sono state pagate", aveva spiegato Bana, per quale si trattava di "contestazioni riguardanti l'inerenza all'attività di impresa di fatture, situazione non rilevante sotto il profilo giudiziario e già risolta con l'Agenzia delle Entrate".

"La sentenza del tribunale di Milano nei confronti è "sproporzionata rispetto ai fatti e alla richiesta della procura". Questo il commento dell'avvocato Giuseppe Bana, difensore di Diana Bracco "Non condivido la decisione del Tribunale - ha proseguito il legale - e ribadisco la totale estraneità della mia assistita alle accuse mosse". "Sono molto stupito, credo fermamente nelle argomentazioni sostenute sull'insussistenza del reato fiscale e dell'appropriazione", ha aggiunto l'avvocato Armando Simbari, difensore dei due architetti condannati insieme a Diana Bracco. Gli avvocati hanno già rinunciato ricorso in appello. A tutti e tre gli imputati sono state concesse le attenuanti generiche.

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