Risoluzione Unesco, protesta a Roma

20 Ottobre, 2016, 02:15 | Autore: Democrito Badesso
  • Unesco approva testo su Gerusalemme Est

Lo stesso Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri a Montecitorio, non giustifica la mancata opposizione italiana alla risoluzione sostenuta soprattutto da paesi arabi (oltre ai palestinesi, Egitto, Marocco, Sudan, Algeria, Libano, Oman, Qatar), parlando di "atteggiamento alla Ponzio Pilato". Ventiquattro paesi si sono detti favorevoli, 6 contrari (USA, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Estonia e Olanda) e in 26 si sono astenuti.

La controversa risoluzione dell'Unesco sulla città vecchia di Gerusalemme, che nei giorni scorsi aveva sollevato un polverone perché sminuisce il legame fra gli ebrei e il rettangolo sacro dove sorgono Moschea Al Aqsa, Muro del Pianto e Duomo della Roccia, è stata rinnegata da Messico e Brasile che inizialmente l'avevano votata. Lo ha detto, citato dalla radio israeliana, l'ambasciatore all'Unesco Carmel Shama Hacoen, spiegando che le minacce hanno fatto seguito alle dichiarazioni di Bokova contro la risoluzione - adottata oggi dall'organismo in via definitiva - sul monte del tempio a Gerusalemme, come gli ebrei chiamano la spianata delle moschee. "Dire che Israele non ha legami con il Monte del Tempio è come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o che l'Egitto non ha nessun legame con le Piramidi: l'Unesco ha perso quel poco di legittimità che ancora aveva". "Negare, nascondere o eliminare qualsiasi delle tradizioni ebraiche, cristiane o musulmane mina l'integrita' del sito e contrasta con le ragioni che hanno giustificato la sua iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco". A far infuriare gli israeliani è stato in particolare la decisione di usare esclusivamente il nome islamico per riferirsi al complesso della moschea di Al-Aqsa, ignorando il termine ebraico Monte del Tempio.

Per certo la risoluzione sembra per ora aver messo una pietra tombale sui già difficili rapporti tra l'organismo e Israele, tesi da anni per il riconoscimento della Palestina. Duro l'attacco di Claudio Cerasa, direttore del quotidiano, alla risoluzione: "Cancellare la storia di Israele non è scienza, educazione e cultura, ma è una Shoah culturale". Mentre stamattina Danon in Consiglio di Sicurezza elencava tutte le occasioni in cui l'Onu, ad avviso di Israele, ha dimostrato una "sistematica faziosità anti-isrealiana", a Roma andava in scena una protesta organizzata dal Foglio.

Arriva all'Onu a New York dopo le esperienze all'Agi Bruxelles e Repubblica Roma.

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