Ospedale: indagini per morti sospette. Arresti

01 Dicembre, 2016, 00:29 | Autore: Omero Oleotti
  • Morti in ospedale, intreccio di sesso e morte tra gli amanti.

A stroncare le vittime un mix di farmaci chiamato "protocollo Cazzaniga".

A far partire l'inchiesta nel giugno 2014 la denuncia di un'altra infermiera.

Ad un'amica, Taroni aveva confidato: "Dal 2011 gli do antidepressivi per ottenere il calo della libido".

È finito in manette, insieme alla sua compagna, quello che gli inquirenti hanno definito il "Dottor Morte" di Rovellasca: i carabinieri della Compagnia di Saronno hanno arrestato Leonardo Cazzaniga, 60 anni, medico anestesista e Laura Taroni 40 anni di Lomazzo, infermiera. In un'altra conversazione avrebbe detto: "Tu somigli a tuo padre e ti ammazzerò". "(.) Se si documenta che ho praticato l'eutanasia.io non sono neanche l'unico", diceva all'amante in un'intercettazione. Con questa motivazione: dai fatti contestati non era risultato un comportamento "grave a tal punto di segnalare la cosa all'autorità giudiziaria".

In tutto sono però 10 le persone indagate: si tratta di vari medici e personale dell'ospedale alle quali viene constato la mancata reazione tempestiva, nonostante avessero ricevuto segnalazioni su episodi sospetti avvenute tra le quattro mura dell'ospedale (comprendenti le morti degli anziani). Si tratterebbe di medici, dirigenti sanitari e amministrativi. L'accusa: dosi letali di farmaci ad anziani e malati.

Protocollo "Cazzaniga" - A portare gli investigatori sulle sue tracce è stata la denuncia di un'infermiera che, dopo essersi detta stanca di essere maltrattata in ospedale, ha parlato di un medico "dalle strane procedure".

La donna si sarebbe convinta ad ucciderlo somministrandogli di nascosto farmaci che lo avrebbero portato ad una morte lenta. Sarebbero ben cinque le morti sospette. Secondo i carabinieri, almeno quattro delle persone "curate" da Cazzaniga non sarebbero morte di lì a poco tempo senza l'intervento del cocktail di farmaci da lui preparati.

La donna, anche lei trasferita dal Pronto soccorso di Saronno a un altro reparto, era da qualche giorno in malattia ed è stata arrestata a casa sua. E scendendo poi in dettagli che, nella mente di un bimbo di 11 anni, non possono che causare compensi: "L'omicidio va pensato, vanno pensate le concause!" Il reato principale contestato a entrambi è l'omicidio volontario e le accuse fanno riferimento ad alcuni episodi avvenuti all'interno dell'ospedale, in particolare nel pronto soccorso di Saronno, ma anche nell'ambito familiare della donna, tra il 2013 e il 2016.

L'anestesista "usava riferirsi a un proprio 'protocollo' per il trattamento dei malati terminali".

Una lenta processione che è iniziata questa mattina presto (martedì) di figli e fratelli che sono venuti a conoscenza dell'ipotesi di omicidio nei confronti dei loro cari. Un'infermiera ha raccontato che lo ripeteva anche dinanzi ai pazienti: 'Con questo paziente dispiego le mie ali dell'angelo della morte'. L'uomo è deceduto a casa sua il 30 giugno 2013.

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