Usa: stop iniezioni letali in Arkansas

16 Aprile, 2017, 23:52 | Autore: Patroclo Badolati
  • Usa: stop iniezioni letali in Arkansas

La Fresenius Kabi Usa e la West-Wand Pharmaceuticals, hanno citato in giudizio l'Arkansas per essersi procurato, a loro insaputa, loro prodotti per eseguire le condanne a morte entro la fine del mese.

Le due compagnie ritengono che l'uso dei loro prodotti nelle iniezioni letali non solo "è contraria alla loro missione di salvare e migliorare le vite dei pazienti" e "comporta, non solo un rischio per la salute pubblica, ma anche rischi legali, fiscali e reputazionali". La McKesson Corporation, che distribuisce la Pfizer, si è rivolta al tribunale denunciando lo Stato di aver mentito sull'utilizzo del farmaco.

Le case farmaceutiche statunitensi sono sempre state restie a legare il proprio nome alla pena di morte, ma mai prima d'ora si era arrivati a una decisione di questo tipo. Il sistema carcerario statale "non ha mai reso pubbliche le modalità d'uso di questi prodotti", ha scritto un avvocato della compagnia farmaceutica in una lettera ottenuta e pubblicata dal New York Times. L'elevato numero di esecuzioni previste a partire da lunedì era dovuto alla scadenza di uno dei tre farmaci previsti nel mix letale (il midazolam) e la difficoltà che gli stati hanno a nuovi approvvigionamenti a causa del divieto di esportazione negli Stati Uniti di determinati farmaci da parte degli stati europei contrari alla pena di morte. I numeri più sostanziosi venivano sinora dal Texas: otto condannati uccisi tra maggio e giugno del '97.

In Arkansas l'ultima esecuzione eseguita risale al 2005. Le "Big Pharma" bloccavano ogni ordine presentato da istituti penitenziari o da enti legati all'uso "non medico" del farmaco e, di fatto, avevano fatto sospendere le esecuzioni.

Lo sdegno e la polemica causati dalla vicenda avevano già spinto i produttori dei tre farmaci a fare ricorso contro lo Stato, che non avrebbe dichiarato l'uso che intendeva fare delle sostanze al momento dell'acquisto. Sono stati in tanti a fare pressioni per uno stop.

Le annunciate esecuzioni hanno sollevato proteste in tutto il paese. Secondo le leggi dello Stato, infatti, è necessario che ci siano almeno sei cittadini che non abbiano legami con le vittime e i condannati.