Basilicata, la Regione chiede chiusura della centro estrazione ENI Presenza sostanze inquinanti

18 Aprile, 2017, 16:55 | Autore: Savino Padus
  • La Basilicata sospende l'attività del Centro Oli Eni di Viggiano per 'inadempienze'

Dopo che la Regione Basilicata ha accusato di "inadempienze" da parte dell'Eni nell'impianto che ogni giorno processa migliaia di barili di petrolio, la multinazionale petrolifera annuncia la chiusura temporanea del Centro Olio Val d'Agri, con l'avvio delle procedure per il fermo dell'impianto. Nelle scorse settimane l'Arpab, l'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente, aveva prelevato sette campioni nei pressi dello stabilimento con una presenza cospicua di manganese, ferro e di idrocarburi. Per questi l'ente aveva chiesto all'Eni di intervenire sia per quell'inquinamento sia per bloccare tre dei quattro serbatoi all'interno del Centro Oli sprovvisti del doppio fondo. L'azienda ha risposto assicurando la massima diligenza nella messa in sicurezza. La decisone è stata messa in atto dall'Eni a seguito delle decisioni prese dal Presidente della giunta Regionale della Basilicata. "A fronte di inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni regionali - si precisa in un comunicato - nel pomeriggio i rappresentanti della Regione hanno incontrato il viceprefetto vicario di Potenza, Maria Rita Cocciufa, con l'obiettivo di evidenziare al rappresentante territoriale del Governo nazionale la criticità della situazione".

Nel corso della riunione di ieri l'ente locale "ha nuovamente diffidato Eni alla tempestiva ottemperanza delle prescrizioni (contenute nelle misure di emergenza) più volte intimate dal massimo ente locale e volte a fermare l'avanzamento della contaminazione, proseguendo contestualmente con urgenza con le attività di caratterizzazione per una puntuale bonifica dell'area", si legge in una nota della Regione.

L'onorevole Cosimo Latronico (Direzione Italia) si scaglia contro la decisione che ritiene "grave e allarmante". La Giunta regionale ammette che gli inquinamenti ci sono anche a carico degli affluenti del fiume Agri.

Vero è anche che pochi giorni fa il gruppo petrolifero ha dovuto incassare un "no" alle trivellazioni al Nord, nel comune di Gattinara, in provincia di Vercelli, dove il locale consiglio comunale ha deciso, all'unanimità dei presenti, di respingere le richieste di Eni, rinnovate a partire dal 2012, per permessi di prospezioni in quel territorio della Val Sesia peraltro rinomato per i suoi vigneti. Sempre nella stessa nota Bolognetti scriveva: "Ritengo che il diritto di ciascuno e di tutti a poter conoscere cosa stia avvenendo nella Zona Industriale di Viggiano a seguito della perdita di idrocarburi dai serbatoi del CENTRO OLIO VAL D'AGRI, prevalga sul diritto di proprietà accampato da Eni/Syndial".

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