Est - Gb: May, elezioni necessarie per Brexit

19 Aprile, 2017, 15:04 | Autore: Democrito Badesso
  • POOL New  Reuters

"Il presidente Donald J. Trump ha ricevuto una telefonata della premier Theresa may concernente il suo progetto d'organizzare un'elezione speciale a giugno", ha indicato la Casa bianca. L'altro caso in cui il parlamento può essere sciolto prima della sua scadenza naturale è invece in seguito a una mozione di sfiducia e in assenza di un nuovo governo che succeda a quello dimissionario. L'opposizione laburista ha in teoria il potere di bloccare l'iniziativa, ma il suo leader Jeremy Corbyn ha immediatamente "accolto favorevolmente" l'annuncio di Theresa May, lasciando presupporre il semaforo verde dei suoi deputati.

"Non sono disposta a consentire che gli oppositori della Brexit indeboliscano la Gran Bretagna", avrebbe inoltre annunciato la premier davanti il portone di Downing Street, residenza e sede del Primo Ministro del Regno Unito, cogliendo l'occasione per render pubblica la propria decisione dopo il Consiglio dei Ministri.

La decisione di indire elezioni anticipate giunge ovviamente quando le trattative non sono ancora entrate nel vivo, nonostante siano già state registrate accese polemiche con l'Europa.

Theresa May, la cui popolarità è in continua ascesa, ha detto che è il momento giusto per rafforzare la sua legittimità.

Tuttavia a pesare sulla scelta delle urne sono stati sicuramente anche i sondaggi che mai come ora danno i Tories in netto vantaggio sul Labour Party con quasi 21 punti percentuali di distacco (44 a 23 per cento).

Le forze politiche di opposizione in Gran Bretagna sono comunque screditate o in balia di guerre intestine. In vantaggio nei sondaggi, May spera di ottenere una maggioranza più ampia per il Partito conservatore facilitando così l'iter della Brexit, alla quale laburisti, libdem e partito nazionale scozzese si oppongono, indebolendo il Paese nel negoziato con l'Ue. L'8 giugno, gli inglesi saranno chiamati al voto. Ma il rischio che le elezioni si trasformino in un secondo referendum sulla Brexit è reale. Se la premier non ha in realtà chiarito del tutto le sue intenzioni su questo tema cruciale, le indicazioni di questi mesi appaiono a molti abbastanza chiare. Una vittoria meno convincente della precedente sotto la guida di David Cameron potrebbe trasformarsi così in un boomerang per Theresa May e, invece di rafforzare la sua posizione, rischierebbe di indebolire il governo e aggravare le divisioni e i conflitti innescati dalla "Brexit" che il voto anticipato dovrebbe cercare di risolvere.

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