Turchia. Una delegazione del consolato inviata da Del Grande

19 Aprile, 2017, 19:26 | Autore: Democrito Badesso
  • Il palazzo comunale di Orvieto

"La Farnesina e l'Ambasciata d'Italia ad Ankara - si legge nella nota diffusa dalla Farnesina - stanno seguendo il caso del giornalista Gabriele Del Grande con la massima attenzione, sin dal suo inizio, in costante contatto con i familiari". Il giornalista italiano è stato fermato 10 giorni fa durante un controllo al confine con la Siria. Lo apprende l'Ansa da fonti diplomatiche. L'invio della rappresentanza consolare è stato disposto dal ministro degli Esteri Angelino Alfano, mentre l'ambasciatore d'Italia ad Ankara, Luigi Mattiolo, ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963. Ai familiari Gabriele ha raccontato: "Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento".

"Sto parlando con quattro poliziotti - ha detto Del Grande - che mi guardano e ascoltano". I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né di sapere quando finirà questo fermo legato al contenuto del mio lavoro'. La Farnesina infatti sta chiedendo con insistenza che il reporter possa ricevere regolare assistenza legale.

L'Information Safety and Freedom (ISF), l'associazione italiana che si occupa di libertà di informazione in tutto il mondo interviene sulla vicenda di Gabriele Del Grande affinché "il governo turco liberi subito il documentarista, detenuto illegalmente da una settimana e privato di qualsiasi garanzia di difesa, tanto da dover ricorrere allo sciopero per la fame per richiedere una tutela internazionale". Sono state giornate convulse, fatte di appelli, minacce e annunci rivelatisi falsi, ma ora la sua famiglia ha avuto la migliore delle rassicurazioni (possibili): Gabriele, ieri pomeriggio, ha potuto chiamare Alexandra, sua moglie e madre dei suoi figli, dopo nove giorni di assenza assoluta.

"Abbiamo esercitato tutte le pressioni che la diplomazia permette di esercitare - ha aggiunto il titolare della Farnesina -".

La situazione del nostro connazionale, documentarista e blogger, Gabriele Del Grande, diventa sempre più seria. Fondatore dell'osservatorio sulle vittime dell'immigrazione "Fortress Europe" nel 2014 insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry ha realizzato il documentario "Io sto con la sposa". Come giornalista ha collaborato con L'Unità, Redattore Sociale, Peace Reporter. Finanziato con il crowdfunding, il film è stato presentato alla 71/ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia, sezione Orizzonti.

Anche la Farnesina si sta muovendo. "Sta bene. E' stato fermato perché si trovava in una zona del Paese in cui non è consentito l'accesso".

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