Fca, Ue apre procedura di infrazione contro l'Italia

18 Mag, 2017, 05:33 | Autore: Serafina Zamana
  • Fiat Chrysler

Il Ministro dei Trasporti Graziano Del Rio si è detto deluso dall'apertura del procedimento "Mi è spiaciuto apprendere che nonostante tutte le informazioni dettagliate fornite alla Commissione e alla Germania, intendiate aprire la procedura d'infrazione".

LA PAROLA ALLA DIFESA Ora l'Italia avrà 2 mesi per rispondere alle accuse della Commissione Europea sulle emissioni FCA e dimostrare la mancanza di defeat device sui modelli della Gruppo.

In base alla legislazione vigente dell'UE, spetta alle autorità nazionali verificare che un tipo di automobile soddisfi tutte le norme dell'UE prima che le singole auto possano essere vendute sul mercato unico. Qualora dovessero venire alla luce eventuali valori fuori scala, le autorità nazionali devono avviare azioni correttive, come ad esempio una campagna di richiami e applicare sanzioni ai costruttori. Evidentemente la mediazione di Bruxelles non si era esaurita il 14 marzo scorso, dopo l'intesa tra i governi di Berlino e Roma, perché la Commissione resta "guardiana dei Trattati" e ha diritto di intervenire "se e quando ha ragione di ritenere che la legislazione Ue non sia correttamente applicata". La responsabile dei trasporti Elzbieta Biekowska ha dichiarato che "i costruttori di automobili hanno prestato ben poca attenzione alle misurazione delle emissioni ed alcuni hanno persino infranto la legge".

Se c'è qualcosa di frustrante per i funzionari europei, in questo momento, è la scarsa collaborazione dell'Italia al superamento delle dinamiche che hanno portato allo scoppio dello scandalo delle emissioni diesel. La lettera di costituzione in mora è la prima fase di una procedura di infrazione e fa parte del dialogo della Commissione con le autorità italiane con lo scopo "di chiarire i fatti e di trovare una soluzione ai problemi individuati dalla Commissione". Sette Stati hanno realizzato il monitoraggio. Primo, se sia giustificato da un punto di vista tecnico - altrimenti sarebbe illegale - il sistema di protezione del motore usato sulla Fiat 500X legato al computo delle emissioni. L'ipotesi su cui lavora la commissione europea è che sia stata compiuta una frode ai danni dei consumatori montando software truccati sulle vetture prodotte dalla casa automobilistica.

La Commissione - si legge nel comunicato di Bruxelles - ha compiuto passi importanti per rendere i veicoli più rispettosi dell'ambiente e per ripristinare la fiducia dei consumatori. Essa include inoltre un obbligo per i costruttori di automobili di concedere alle autorità pertinenti l'accesso ai loro protocolli software relativi alle emissioni.

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