Istat lancia le#39;allarme: aumenta la diseguaglianza sociale

18 Mag, 2017, 11:53 | Autore: Serafina Zamana
  • Istat Alleva società immobile l'ascensore sociale resta fermo

Per l'istituto di statistica, il criterio migliore è quello di suddividere gli italiani in nove nuovi gruppi, principalmente in funzione del reddito e del benessere familiare. Secondo l'Istat ecco che "i giovani con professioni qualificate sono il 7,4% nelle famiglie a basso reddito con stranieri e il 63,1% nella classe dirigente".

L'Istat mette nero su bianco una considerazione che da tempo è oggetto di riflessioni in ambito filosofico e politico. "Oggi la prima - scrive l'Istat - ha abbandonato il ruolo di spinta all'equità sociale mentre la seconda non è più alla guida del cambiamento e dell'evoluzione sociale (in termini sia produttivi sia di costumi)". E' innegabile come tutto venga dettato dal possesso di denaro: chi lo ha studia, si sottopone a check up, può perseguire attività culturali mentre chi non lo ha è costretto a rinunciare a tutto di generazione in generazione.

Una "perdita dell'identità di classe legata alla precarizzazione e alla frammentazione dei percorsi lavorativi". Periste infatti il dualismo territoriale del Paese: nelMezzogiorno sono più presenti gruppi sociali con profili meno agiati, al Centro-nord gruppi sociali a medio o alto reddito, anche se le famiglie a basso reddito con stranieri, per scelte lavorative e minori legami territoriali, risultano prevalentemente collocate nelle zone settentrionali del Paese. È la fotografia dell'Italia scattata dall'Annuario statistico Istat, che dice addio alle vecchie definizioni di borghesia e classe operaia, spezzettate in più gruppi e per questo con forte perdita del senso di appartenenza.

Calo delle nascite - Nel 2016, infine, si registra un nuovo minimo delle nascite (474 mila). Secondo l'Istituto "la classe media impiegatizia è invece ben rappresentabile nella società italiana, ricadendo per l'83,5% nelle 'famiglie di impiegati'". Oltre 3 milioni e mezzo di famiglie senza reddito di lavoro Si contano 3 milioni 590mila famiglie senza redditi da lavoro, ovvero dove non ci sono occupati o pensionati da lavoro. Sono molte di più le famiglie a rischio di povertà ed esclusione sociale: il 28,7% della popolazione.

La crescente complessità del mondo del lavoro attuale, spiega l'Istat, ha fatto aumentare le diversità non solo tra le professioni ma anche all'interno degli stessi ruoli professionali, acuendo le diseguaglianze tra classi sociali e all'interno di esse.

L'Italia è poi un Paese sempre più vecchio: al 1 gennaio 2017 la quota di individui di 65 anni e più ha raggiunto il 22%, collocando il nostro Paese al livello più alto nell'Unione Europea e "tra quelli a più elevato invecchiamento al mondo". E' questa l'analisi contenuta nel Rapporto dell'Istat, che traccia una mappa socio-economica dell'Italia, aggiornando i modelli tradizionali con schemi "multidimensionali". I due sottoinsiemi più numerosi sono quelli delle "famiglie di impiegati", appartenenti alla fascia benestante (4,6 milioni di nuclei per un totale di 12,2 milioni di persone) e delle "famiglie degli operai in pensione", fascia a reddito medio (5,8 milioni per un totale di oltre 10,5 milioni di persone).

L'incidenza dei giovani laureati tra 25-34 anni con almeno un genitore con titolo universitario è pari al 27% e raggiunge livelli assai più elevati tra chi consegue una laurea scientifica giuridica o in architettura dove le percentuali sono attorno al 40%. "Malgrado una maggiore partecipazione al sistema di istruzione delle nuove generazioni dei gruppi svantaggiati rispetto a quelle più anziane, le differenze sono ancora significative". E' il gruppo piu' giovane, con eta' media della persona di riferimento di 42,5 anni, nella meta' dei casi con diploma di scuola superiore e 1 su 10 con laurea.

Poco rosea la situazione per i giovani italiani: quasi sette su 10 tra gli under 35 ancora nella famiglia di origine: nel 2016 ragazzi tra i 15 e i 34 anni che stanno a casa dei genitori sono 8,6 milioni, il 68,1% dei coetanei.

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