Le inchieste sugli ecoreati sono raddoppiate. Grazie a una legge

18 Mag, 2017, 06:08 | Autore: Savino Padus
  • Home Ambiente Ecoreati, Lazio al 5° posto per numero di sequestri e al 2°

Nel primo anno e mezzo di applicazione - dal 1 giugno 2015 al 31 dicembre 2016 - della legge sugli ecoreati sono stati iscritti nelle Procure censite dal ministero della Giustizia 467 procedimenti, con 651 indagati e 17 imputati.

Sono i dati di Legambiente contenuti in un dossier dedicato alla legge, entrata in vigore 2 anni fa, sugli ecoreati, e presentati questa mattina in Senato alla presenza del presidente Pietro Grasso.

"L'approvazione della legge sugli ecoreati ha rappresentato uno spartiacque importantissimo". "L'introduzione dei delitti ambientali nel codice penale - ha spiegato il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani - è stata una grande conquista per l'Italia, oggi leader nella lotta agli ecoreati, ed è il primo anello di una catena più lunga, che va costruita con l'obiettivo di innalzare i controlli ambientali per tutelare l'ambiente, la salute e le imprese sane". Un provvedimento che ha consentito anche di denunciare 971 persone e 43 aziende, di sottoporre a sequestro 133 beni per un valore di circa 15 milioni di euro e di far emettere 18 ordinanze di custodia cautelare grazie all'attività di contrasto da parte delle forze di polizia.

La Campania è la prima regione per il numero (70) di ecoreati contestati, la Sardegna ha il maggior numero di denunciati (126), in Abruzzo il numero più alto di aziende coinvolte (16), mentre il maggior numero di arresti è stato compiuto in Puglia (14) e il numero più alto di sequestri è stato in Calabria (43).

Secondo informazioni che la Commissione ha raccolto da 167 uffici giudiziari tra Procure, Tribunali e Corti di appello (pari al 57% del totale nazionale) emerge che circa il 60% degli uffici giudiziari ha già applicato la legge in tutta Italia, con una maggiore accentuazione nelle Isole e nel Sud. I reati più diffusi da questo punto di vista sono stati quelli di inquinamento ambientale (158 casi), di disastro ambientale (15), di delitti colposi contro l'ambiente (33), di omessa bonifica (30), di impedimento al controllo (15), per i casi di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (9), e infine il traffico e l'abbandono di materiale ad alta radioattività (3). Secondo gli organi di giustizia, l'applicazione della legge 68/15 ha permesso di aprire 263 procedimenti penali e di arrivare alla denuncia di 446 persone.

"Il prezzo pagato alla malavita con il vecchio ciclo dei rifiuti ormai tutto sotto processo o inchiesta, con l'abusivismo edilizio, nel ciclo delle acque e della depurazione, è stato e sarà ancora alto e i cittadini devono essere aiutati nell'azione di denuncia; torniamo quindi a chiedere alla Regione di riavviare l'Osservatorio Ambiente e Legalità, come strumento utile proprio ad aumentare le possibilità di prevenzioni dagli ecoreati sul territorio". Un'altra modifica normativa riguarda l'accesso alla giustizia da parte delle associazioni, per garantire che le liti giudiziarie in materia ambientale non abbiano costi proibitivi e che si tenga conto delle condizioni soggettive dell'attore nella regolamentazione delle spese.

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