Lavoro, sempre meno certezze. Calano i contratti stabili

19 Mag, 2017, 05:59 | Autore: Savino Padus
  • Aumentano le assunzioni ma cala il posto fisso

Con gli sgravi contributivi totali, nel primo trimestre 2015, le nuove posizioni a tempo indeterminato erano state, incluse le trasformazioni, pari a ben 612.158, con un saldo rispetto alle cessazioni di 214.765 nuovi posti creati. Del resto, anche nelle nuove assunzioni la crescita pià robusta è tra i contratti di apprendisti (+29,5%) e tra quelli a tempo determinato (+16,5%). Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) dei primi tre mesi del 2017 risulta positivo e pari a +379.000.

A trainare la crescita sono i settori del commercio, quello del turismo e della ristorazione dove si registra un incremento di assunzioni del 28per cento.

Riguardo invece alla trasformazione dei contratti di lavoro in essere, nel primo trimestre del 2017 ci sono stati 89 mila passaggi dal tempo determinato al tempo indeterminato includendo pure la prosecuzione con il tempo indeterminato da parte dei lavoratori con contratti di apprendistato. Queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti. Si registra un aumento delle cessazioni relative a rapporti a termine, +12,5%, mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono in diminuzione del -2,1%. Nei medesimi settori, crescono le assunzioni in apprendistato (+35,8% nel commercio, turismo e ristorazione e +22,1% nelle costruzioni) e una significativa crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%).

Anche le stabilizzazioni sono nettamente in diminuzione rispetto allo scorso anno (da gennaio a marzo 2017 sono state 89mila, -6,8%). Nel complesso infatti i fine rapporto sono ammontati a 1.117.000, in aumento rispetto all'anno precedente del 6,6%.

Con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il numero complessivo dei licenziamenti risulta pari a 143.200, in leggero aumento rispetto al dato di gennaio-marzo 2016 (+2,9%); significativa la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016. Solo per le assunzioni a tempo indeterminato, nei primi mesi del 2017, si registra una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1500euro. Di questi il 14,6% in più rispetto al trimestre 2016 (18.349 contro 16.004) sono stati licenziamenti disciplinari e il 158% in più (15.078 lavoratori contro i 5mila del 2016) per esodo incentivato o cambio di appalto nel settore edile. Nei primi tre mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +322.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+266.000).Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di Lavoro privati, nei mesi di gennaio-marzo 2017 sono risultate 1.439.000: sono aumentate del 9,6% rispetto a gennaio-marzo 2016. "Sulla distribuzione delle cause di cessazione - spiega l'Inps - tra licenziamenti e dimissioni, ha significativamente inciso l'obbligo della presentazione on line delle dimissioni, introdotto a marzo 2016".

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