Statali, i dipendenti saranno licenziati se "bocciati" per tre anni di fila

19 Mag, 2017, 18:51 | Autore: Democrito Badesso
  • Dott. Adamo Bonazzi

La riforma sugli statali è legge: il "Testo unico del pubblico impiego" prevede nuove regole per i licenziamenti dei dipendenti pubblici e per l'assunzione dei precari. Vengono superati alcuni ostacoli nella ricostruzione dell'anzianità necessaria, tre anni, per cui si dovrebbero poter sommare i periodi di servizio maturati in diverse amministrazioni.

Licenziamenti L'impiegato statale "bocciato" per tre anni di fila sarà licenziato, con un codice disciplinare che amplia le casistiche di licenziamento da sei a dieci. Saranno dunque licenziabili i cosiddetti "furbetti del cartellino", gli assenti ingiustificati, i dipendenti che faranno false dichiarazioni per ottenere promozioni, chi violerà in modo grave e reiterato i codici di comportamento, i dipendenti con scarso rendimento e, infine, quelli che incasseranno "costanti valutazioni negative".

"Altro elemento importante della riforma è l'efficacia delle sanzioni: vizi formali non annullano le sanzioni, ovvero il licenziamento, se un dipendete ha sbagliato". Alle procedure che si avvieranno dopo l'entrata in vigore della riforma si applicherà l'articolo 18 ritoccato dal decreto, che limita a 24 mensilità l'indennizzo se il giudice decide il reintegro.

Nella pratica, si distinguerà fra le "bocciature" ai fini economici, basate su parametri affidati alla contrattazione, e quelle ai fini disciplinari, che saranno determinate dai sistemi di valutazione. "Ora "abbiamo le carte in regola", dal punto di vista normativo, per lo sblocco dei contratti nel pubblico impiego" ha confermato la ministra della P.A, Marianna Madia, al termine del Cdm. "I due decreti approvati mi consentiranno di dare la direttiva all'Aran". "La valutazione serve ed è fondamentale: per questo superiamo i premi a pioggia e obblighiamo alla differenziazione, in una logica non punitiva ma di potenziamento dei servizi ai cittadini", ha spiegato il ministro Madia. Dal primo di gennaio prenderà il via la stabilizzazione dei precari, con la quale, per chi ha lavorato almeno per tre anni negli ultimi otto in qualsiasi ente. Agli altri lavoratori 'flessibili', compresi i somministrati, sarà riconosciuto un vantaggio rispetto agli esterni (punti in più nei concorsi).

Dal 1° settembre tornerà all'Inps il compito di guidare le visite fiscali. "Dal monitoraggio del ministero abbiamo - ha sottolineato - la prova concreta dell'efficacia delle sanzioni" per i 'furbetti'.