Salute. Caro sanità, 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi

20 Giugno, 2016, 05:07 | Autore: Patroclo Badolati
  • Salute. Caro sanità, 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi

Una fetta in aumento tra la popolazione: erano 9 milioni nel 2012 gli italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie nell'ultimo anno a causa di difficolta' economiche, non riuscendo a pagare di tasca propria le prestazioni. L'andamento della spesa sanitaria privata è tanto più significativo se si considera la dinamica deflattiva, rilevante nel caso di alcuni prodotti e servizi sanitari.

"Deve essere chiaro a tutti - ha commentato il ministro della salute, Lorenzin - che non si possono fare le nozze con i fichi secchi". Del resto, sempre stando ai risultati della ricerca Censis-Rbm, "il 57% degli italiani pensa che chi può permettersi una polizza sanitaria o lavora in un settore in cui è disponibile la sanità integrativa, dovrebbe stipularla e aderire" e "26 milioni gli italiani si dicono propensi a sottoscrivere una polizza sanitaria o ad aderire a un Fondo sanitario integrativo". Secondo i calcoli del Censis, sono 11 milioni le persone che quest'anno non hanno potuto sostenere la spesa necessaria per la loro salute. In pratica sono sempre di più gli italiani che negli ultimi tempi hanno scelto di farsi visitare e curare nelle strutture private o di ricorrere all'intramoenia, ossia alle prestazioni erogate fuori dal normale orario di lavoro dei medici in ospedale. “Come avevamo preventivato, aumenta il numero di cittadini che sono costretti a rinunciare alle cure, una situazione gravissima non solo per chi non può farsi curare ma per lintera comunità – dichiara Roberto Tascini, Presidente dellAdoc – il caro ticket, con il costo delle prestazioni che aumentato fino a superare il costo della stessa prestazione in una struttura privata, le infinite lista dattesa, laddio alle esenzioni per oltre 200 prestazioni sanitarie, anche molto importante e la mancanza di valide alternative di welfare integrativo sono le principali cause di questo tracollo sanitario. Inoltre nel 2016 ben 5,4 milioni di italiani avrebbero seguito prescrizioni di farmaci, visite o accertamenti diagnostici che si sono rivelati inutili. Naturalmente non bisogna dimenticare che nei giudizi non si può ignorare la grande differenza che esiste fra le varie Regioni.

Un quadro preoccupante, che parla di un incremento del 3,2% avvenuto nel biennio 2013-2015 per ciò che concerne la spesa sostenuta dai cittadini in campo medico. Tra gli aderenti alla sanità integrativa, il 30,7% ha aderito perché spendeva troppo di tasca propria e ora risparmia, e il 25% perché la copertura è estendibile a tutta la famiglia.

Il decreto sull'appropriatezza delle cure, si legge, "incontra l'ostilità dei cittadini, che sostengono la piena autonomia decisionale del medico nello stabilire le terapie, anche come baluardo contro i tagli nel sistema pubblico".

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