La protesta dei cinesi contro il Dalai Lama a Milano

19 Ottobre, 2016, 20:11 | Autore: Democrito Badesso

Il Dalai Lama visita Milano (di cui è cittadino onorario) suscitando le ire della Cina che lo ritiene un pericolo non tanto per i suoi insegnamenti quanto per le spinte autonomiste del Tibet, occupato militarmente da Pechino che mira alla più grande riserva d'acqua, il cosiddetto oro blu del futuro, contenuta negli immensi ghiacciai. Non è servito quindi il basso profilo che il sindaco Giuseppe Sala, consapevole della delicatezza della questione, ha cercato di mantenere sulla vicenda. Secondo quanto si è appreso da fonti del Consiglio Comunale, la consegna della cittadinanza onoraria al Dalai Lama non intende rappresentare un'ingerenza nelle questioni politiche della Cina e non vuole essere nemmeno un gesto ostile, ma il rispetto di una decisione democratica del Consiglio comunale.

Per il resto, le posizioni delle comunità sono molto simili a quelle dell'ambasciata: "Quella dell'attribuzione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama è un'iniziativa che riteniamo sbagliata e che offende decine di migliaia di cittadini cino-milanesi perché non tiene conto dell'effettiva realtà storica e attuale del rapporto tra la Cina e la regione del Tibet e presenta la figura del Dalai Lama non semplicemente come esponente religioso ma come capo di uno stato che in realtà non esiste". Fuori dal teatro è annunciata la protesta della comunità cinese. Intorno alle 10 Tenzin Gyatso sarà accolto dall'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, nel palazzo arcivescovile in piazza Fontana. Il Dalai Lama sta girando il Mondo per professare la tolleranza e la compassione chiedendo l'aiuto per il suo Popolo. "Apprezziamo la scelta ponderata del sindaco - sottolinea nella nota la comunità cinese di Milano - di salvaguardare le sensibilità all'interno della comunità cittadina e per questo lo ringraziamo e confidiamo nel positivo accoglimento della nostra idea di intitolare una via della città a Ho Feng-Shang, lo Schindler cinese già riconosciuto Giusto tra le nazioni". "Rispettare una decisione del Consiglio comunale mi sembra il minimo che si possa fare". Ricevette invece la cittadinanza onoraria di Torino, e due anni dopo quella di Roma. "Capisco che Sala debba pagare il dazio a Paolo Sarpi per l'appoggio che ha ricevuto in campagna elettorale, ma i milanesi no. Già probabilmente dovremo assistere a un sindaco che saluta il Dalai Lama solo all'aeroporto".

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