Referendum in Turchia, Trump si congratula con Erdogan

19 Aprile, 2017, 17:13 | Autore: Omero Oleotti
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La cancelliera ha chiesto alla Turchia di impegnarsi in un "dialogo rispettoso di tutte le parti politiche e civili", dopo che gli esiti del voto hanno mostrato "quanto profondamente sia divisa la società turca".

Accuse e denunce queste che acutizzano i timori dell'occidente su una possibile svolta autoritaria da parte della Turchia, che con la vittoria del Sì ora sarebbe stata in qualche modo legittimata dal popolo.

L'unica democrazia del mondo musulmano non è più tale: Erdogan ha rotto quel fragile equilibrio tra Stato secolare ed Islam forgiato dal padre della patria Kemal Ataturk e conservato da tutti quanti coloro che lo hanno seguito ed oggi il Paese è spaventato e sanguinante, rancoroso e pericolosamente ferito.

Il premier turco continua ad invocare il rispetto dei risultati del referendum. La vittoria dei sì (il 51,4%) è stata in bilico fino all'ultimo momento.

Il responso delle urne, favorevole a Erdogan per un pugno di voti, aveva ricevuto critiche dalle opposizioni turche e dalle organizzazioni internazionali, che sospettano irregolarità diffuse e contestano il disegno di dare al superpresidente poteri analoghi a quelli di un sultano. "Voglio ringraziare ogni nostro cittadino che è andato a votare". Dato che il si' ha vinto con uno scarto di 1,25 milioni di voti, la denuncia potrebbe capovolgere il risultato, ma la Commissione elettorale centrale ha gia' detto di aver considerato valide, anche nel passato, schede senza il timbro elettorale. È la vittoria di tutta la nazione, compresi i nostri concittadini che vivono all'estero. È vero che da adesso in poi il presidente turco avrà poteri quasi illimitati, ma è altrettanto vero che deve governare un Paese che ha dimostrato di non volere abbassare la testa. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso di discutere con gli altri leader politici la reintroduzione della pena di morte in Turchia, che potrebbe essere oggetto di un nuovo referendum. Secondo l'Osce, "la legge consente di ammettere solo le schede ufficiali". C'è il sospetto, ha spiegato Korun, "che fino a 2,5 milioni di schede siano state manipolate". Il potere legislativo dell'Assemblea, che elegge il primo ministro, veniva controbilanciato da quello del Presidente in un sistema di pesi e contrappesi molto delicato e che ha impedito, negli anni, pericolose derive autoritarie, oltre a garantire il mantenimento dell'ordine costituzionale nei mesi dopo il fallito golpe del luglio 2016.

Nuove proteste sono in programma questa sera in diverse città della Turchia contro l'esito del referendum di domenica sul presidenzialismo, vinto di misura dal 'sì' tra forti polemiche sulla regolarità del voto. "Le schede elettorali (senza timbro) non sono false, non c'è nessun dubbio", ha detto il presidente dell'Ysk, Sadi Guven.

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