Ong, la Commissione Difesa del Senato archivia tutto

17 Mag, 2017, 16:03 | Autore: Savino Padus
  • Latorre Nessun elemento su collusioni tra Ong e trafficanti

La commissione Difesa del Senato non usa mezzi termini: "No alla creazione di corridoi umanitari" gestiti autonomamente dalle ong, perché tale compito spetta agli Stati o agli organismi internazionali. E' uno dei punti chiave del documento approvato all'unanimita' dalla Commissione Difesa del Senato a conclusione dell'indagine sul contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e sull'impatto dell'attivita' delle Ong.

Per le Ong 'integrate' nel sistema di soccorso in mare ai migranti, "occorre elaborare forme di accreditamento e certificazione che escludano alla radice ogni sospetto di scarsa trasparenza organizzativa e operativa".

"Le ong - ha spiegato il senatore - si rifiutano di far salire la polizia sulle loro navi".

Intanto Bruxelles, sul fronte emergenza profughi, lancia il suo ultimatum. "Gli Stati che non hanno ancora accolto" richiedenti asilo da Italia e Grecia, "o quelli inattivi da quasi un anno", inizino i trasferimenti "entro il prossimo mese", si legge nella dodicesima relazione sui ricollocamenti.

Per quanto riguarda le indagini si è rilevato, sulla base delle audizioni di tre procuratori (Siracusa, Trapani, Catania), "l'esigenza che la fase delle indagini non può iniziare dopo le operazioni di salvataggio, ma devono essere contestuali", in quanto tra salvataggio non monitorato e le attività di polizia giudiziaria si possono eliminare prove fondamentali per la lotta al traffico. La Commissione ora propone che la Guardia costiera assuma il coordinamento effettivo delle presenze in mare e non solo nella fase di salvataggio, che gli equipaggi delle Ong siano certificati e riconoscibili e che i finanziamenti delle Organizzazioni Non Governative siano trasparenti, "ma non c'è nessun complotto delle Ong, nessun legame accertato tra queste ed i trafficanti" ribadisce Latorre.

La Commissione Ue concentra le sue raccomandazioni su Ungheria, Polonia e Austria, unici Stati a non aver accolto un solo profugo. "Questa commissione, dopo aver ascoltato i magistrati ha sollecitato unanimemente la magistratura ad approfondire tutti gli elementi di indagine che si riterranno necessari e rafforzare anche gli strumenti di indagine". "E in alcuni casi, quando il soccorso è fatto dalle organizzazioni umanitarie, soggetti libici prelevano il motore del barcone per riusarlo".

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